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29 Ott 08

4 Commenti

internet

Gravità Zero e la censura dei commenti

Sono venuto a conoscenza dal blog di Tambu dell’ennesimo caso di censura su un blog. Non ho intenzione di soffermarmi sull’argomento affrontato (l’adozione di ebook nelle scuole), ma su quanto accaduto nei commenti del post in questione.

Il blog è Gravità Zero, che si definisce corporate blog anche se come sottolinea Antonio Tombolini non si riesce a capire quale sia l’organizzazione a cui fa riferimento.

Riassumendo in breve: l’autore del post, Massimo Auci, ha sollevato una questione ed ha ricevuto alcune critiche più o meno condivisibili sulla sua posizione. Dopo aver raggiunto un certo numero di commenti (16), questi sono stati prima azzerati, poi ne sono apparsi solo 10 (visibili nel momento in cui scrivo), ed i commenti sono stati chiusi.

Avere un blog e disabilitare i commenti ritengo sia un controsenso: se non si desiderano interventi ci sono altre forme di pubblicazione. Oltre a questo, la censura è stata anche fatta male, perchè leggendo gli interventi rimasti si notano dei riferimenti a commenti inesistenti (Luca Conti e Luigi Passerino).

Mi chiedo come sia possibile imbattersi ancora in episodi del genere, dove proprietari ed autori di blog dall’alto della loro posizione pretendono di poter gestire come meglio credono gli interventi. Ognuno è libero di fare quello che preferisce in casa sua, ma a meno che non ci siano interventi offensivi o spam, cancellare non è la risposta giusta.

Un blog non funziona in questo modo.

Ne vuoi aprire uno? Perfetto, ma dimenticati di cancellare i commenti dei tuoi lettori, altrimenti tanto vale creare un sito chiuso da cui poter pontificare senza alcun disturbo.

Non è la prima volta che succede e non sarà l’ultima, ma è una delle regole di base che ognuno dovrebbe conoscere ed accettare nel momento esatto in cui decide di affacciarsi in rete. Basterebbe poco per rendersi conto che tutto ciò che finisce su internet non può essere nascosto: cancellare qualcosa che è stato pubblicato è inutile, ci sarà sicuramente qualcuno che si accorgerà del cambiamento.

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4 commenti a “Gravità Zero e la censura dei commenti”

  1. peggio che disabilitare, è cancellarne solo alcuni per modificare il senso della discussione, facendo apparire come proveniente pazzi i commentatori cui resta solo la metà delle cose scritte :-/

  2. tanto per citare un esempio, il commento del – boh – caporedattore che introduceva il concetto di markette, poi ripreso da me ma che sembra senza senso, solo perché Luca Conti ha più volte parlato degli ebook nel suo blog e perché il secondo commento era di qualcuno (a memoria non ci arrivo) della Simplicissimus Book Farm, che vende ebook (ma si era correttamente presentato).

  3. Le assurdità sono tante… per me resta comunque inconcepibile un comportamento del genere.

    Posso anche fare uno sforzo ed arrivare a capire chi non permette di commentare sul proprio blog a priori, ma dare la possibilità di intervenire ai lettori e poi prenderli in giro è il colmo.

  4. ah ah ah, e la contraddizione regna anche in questo blog !
    Prima leggo che in un blog ognuno è libero di fare come vuole
    poi legggo esattamente il contrario, con una legge (ma chi l’ha scritta le Nazioni Unite?) che dice “il blog non funziona in questo modo”.

    Secondo me siete solo stati scocciati perche’ siete stati esclusi senza tanti preamboli!
    …se non vi piace, apritevi un blog :-) eh eh eh

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