Il blog personale di Tommaso Baldovino, Web Designer a Firenze.

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27 Lug 16

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games

Her story: videogame da sperimentare

her storyNon scrivo così spesso di videogiochi su questo blog, ma in casi come quello di Her story trovo importante doverlo fare.

Her story è un gioco del 2015 che appartiene all’universo indie: produzione indipendente, ben lontana dai titoli AAA che siamo ormai abituati a trovare su PC e soprattutto console, ma non per questo meno importanti.

Anzi, se ne scrivo, è proprio perché è riuscito a sorprendermi e toccare delle corde che tanti giochi tutti uguali tra loro non sono mai riusciti a sfiorare. Sono momenti rari, che ti fanno venire voglia di raccontare a qualcuno quello che hai provato, anche se non sarai mai in grado di spiegare l’esatta sensazione se non suggerendo caldamente agli amici di buttarsi a capofitto nella stessa esperienza.

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15 Giu 16

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games

We Happy Few

We Happy Few è un gioco in uscita la prossima estate, sviluppato da Compulsion Games.

Mi ha incuriosito fin dalla campagna Kickstarter per l’ambientazione distopica, in un’Inghilterra del 1964 dove la seconda guerra mondiale ha avuto un altro esito.

Ricorda molto Bioshock, sia per il design dei personaggi che per l’ambientazione alternativa, e il trailer è davvero ben fatto. Dategli un’occhiata e immaginate come potrebbe essere trovarsi nei panni del protagonista dopo quello che vedrete: io non dico altro per non togliervi la sorpresa ;)

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25 Mag 16

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viaggi

Japan Rail Pass: quando conviene?

Se avete in programma di andare in Giappone avrete molto probabilmente sentito parlare del Japan Rail Pass: un vero e proprio abbonamento acquistabile solo prima del viaggio, che consente di risparmiare cifre importanti a seconda dei casi.

Proprio per questo motivo gli amici di Sognando il Giappone hanno creato un’infografica per aiutarvi a capire come funziona. La condivido volentieri anche qui, ricordandovi di leggere anche i consigli che ho pubblicato dopo il mio viaggio in Giappone: Viaggio in Giappone: consigli utili.

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Death Note: un quaderno per uccidere

Death Note

Death Note è un manga pubblicato in Giappone dal 2003 al 2006, da cui è stata tratta anche una serie anime. Visto che quest’ultima serie televisiva è anche su Netflix, ne ho approfittato e nell’arco di circa un mese ho visto tutti i 37 episodi.

All’inizio ero spaventato dal numero, ma considerando che ogni puntata dura circa 20 minuti non è un’impresa così impossibile, soprattutto quando hai una bimba addormentata in braccio e guardare uno schermo è la cosa più semplice da fare. Continua a leggere “Death Note: un quaderno per uccidere”

Vaccini digitali

Ho appena fatto compilare ad una dottoressa un libretto delle vaccinazioni degli anni 80. 

Come è possibile?

Semplicemente perché è valido a vita, ed è l’unico modo per avere lo storico da quando sei nato.

Per curiosità ho chiesto se prima o poi quei dati sarebbero passati nella tessera sanitaria (ho appena ricevuto la nuova), e la risposta è stata: “Noi ogni sera passiamo tutti i documenti sul server, ma non so cosa succede dopo”.

Almeno le informazioni sono da qualche parte. Speriamo in un futuro digitale.

Xbox One e Vodafone Station Revolution: problemi di connessione?

xbox-oneSe a casa vostra la connessione ad internet è tramite la fibra di Vodafone (con Vodafone Station Revolution) e siete in possesso di una Xbox One, è molto probabile che al primo accesso abbiate dei problemi a collegare la console ad internet.

Come risolvere?

Semplice.

Dopo aver impostato la connessione via wifi o collegato la Xbox One tramite cavo ethernet, è sufficiente aprire l’app del browser internet Edge. Vi apparirà la pagina di prima connessione ad internet della Vodafone Station Revolution: date ok, saltate pure la schermata di iscrizione alla newsletter, e la vostra connessione inizierà a funzionare. Continua a leggere “Xbox One e Vodafone Station Revolution: problemi di connessione?”

04 Feb 16

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musica

Nicky William (Åslund) e la storia di un plagio

Qualche tempo fa ho scoperto una bella canzone tramite la playlist settimanale di Spotify: What if, cantata da un tale Nicky William.

Incuriosito dalla voce del cantante (giovane!) mi sono messo a cercare informazioni, ed ho scoperto una storia interessante che mi sembra giusto raccontare, anche perché si trovano veramente poche tracce in rete a riguardo.

Ma andiamo per gradi.

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Rest in peace, Mr. Bowie

And he was alright,
the band was all together

Yes he was alright,
the song went on forever

È morto David Bowie, e con questa notizia si chiude un capitolo fondamentale della storia della musica.

Non riesco a ricordare una scoperta così inaspettata, successa all’improvviso in una grigia mattinata di Gennaio all’entrata in ufficio. Il vuoto allo stomaco e la profonda tristezza non sono sensazioni che capitano tutti i giorni quando si parla della scomparsa di personaggi famosi: sai che qualcuno se n’è andato, ma di solito rimane sempre un certo distacco dalla notizia. Non stiamo parlando di familiari o amici della vita di tutti i giorni.

Eppure non posso negare il legame che ho sempre avuto verso il Thin White Duke, dalla prima scoperta della sua incredibile discografia, alla scelta del nickname che ancora mi accompagna, fino ai giorni nostri.

Sto scrivendo questo post ascoltando il suo ultimo disco, e non posso evitare un brivido sentendo la sua voce che canta I’m dying too (Dollar Days). Fateci caso, sentirete decine di citazioni dai testi delle sue canzoni in questi giorni, e in tutte riuscirete a trovare un collegamento con la notizia.

Poteva sembrare una figura fantastica, lontana dai problemi della vita di tutti i giorni, e scoprire che a soli 69 anni se n’è andato lascia un vuoto profondo proprio per la forza del suo personaggio.

Oggi più che mai sento di aver perso qualcosa. Mi ero ormai rassegnato all’idea di non poterlo più vedere cantare dal vivo, ma così è ancora peggio.

Ashes to ashes.