Il blog personale di Tommaso Baldovino, Web Designer a Firenze.

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Lawless

lawless-coverPeriodicamente mi segno i film usciti al cinema che mi hanno incuriosito e non ho avuto modo di vedere, per poi recuperarli con calma. Lawless è uno di questi: ieri sera ha vinto il sorteggio tra tutti i titoli in coda (l’elenco è alla fine del post).

È un film drammatico ambientato in america durante il proibizionismo, dove viene raccontata la storia della famiglia Bondurant: tre fratelli impegnati a distillare alcool nonostante le leggi, che nonostante uno sceriffo compiacente si devono scontrare con il classico vicesceriffo ben vestito arrivato dalla città.

Il film è di John Hillcoat, lo stesso regista di The road, un altro film particolarmente duro che mi aveva colpito positivamente. Nel cast ci sono Tom Hardy, Guy Pearce e Gary Oldman, oltre ad uno Shia Labeouf che pur restandomi sempre antipatico fa la sua discreta parte nel ruolo del fratello minore.

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06 apr 13

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musica

Afterhours @ Viper Theatre – Club Tour 2013

afterhours-viper-theatre-2013

Ieri sera sono stato al Viper, un piccolo locale in periferia di Firenze, per sentire gli Afterhours dal vivo. Non ricordo quando li avevo visti l’ultima volta, ma sicuramente era stato parecchi anni fa.

Mi hanno fatto la stessa impressione dei 10 anni fa? Direi di no, ma la speranza c’era e mi sono comunque divertito: Xabier Iriondo sul palco è sempre uno spettacolo.

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Django Unchained

django unchainedTriste per non essere riuscito a vedere Django Unchained in lingua originale, oggi mi sono comunque consolato con la proiezione normale in italiano.

Che dire? Tarantino ancora una volta ha fatto centro, con un film che nelle sue quasi tre ore di durata riesce a coinvolgerti, farti amare i protagonisti ed odiare i loro rivali, con un Samuel L. Jackson che nei panni dello schiavo Stephen vince probabilmente il premio per l’antagonista più odiato del film. Bella sfida con Di Caprio comunque.

Degno di nota il cameo dedicato a Franco Nero (il Django originale, ricordando che la D è muta), ed alcune perle sparse un po’ per tutto il film. Non essendomi informato prima ho trovato fantastica l’apparizione dello stesso Tarantino, che come sempre deve comunque lasciare il segno in qualche modo.

La colonna sonora? Forse non ai livelli di Kill Bill, ma fa dannatamente bene il suo lavoro, con il massimo raggiunto sui titoli di coda: Trinità non si dimentica facilmente.

Se siete fan di Tarantino probabilmente sarete già andati a vedere Django Unchained, quindi non c’è bisogno che dica altro. Se invece non siete ancora andati al cinema, ma volete godervi un western in chiave moderna ricordandovi che stiamo parlando di Tarantino… ve lo consiglio.

Da vedere.

31 dic 12

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games

Legend of Grimrock

Legend of Grimrock

Ho approfittato di queste vacanze natalizie per concedermi una pausa dal lavoro e dedicarmi all’ultimo Humble Bundle: la sorpresa di questa settima edizione è stato senza dubbio Legend of Grimrock.

Si tratta di un gioco old-style con visuale in soggettiva, ambientato in un dungeon su più livelli: un vero e proprio ritorno ai tempi di Eye of the Beholder, con puzzle degni della miglior sessione di Dungeons & Dragons ed il giusto mix tra esplorazione e combattimento. Portarlo a termine non è stato semplice e mi ha tenuto occupato per diversi giorni, ma ne è valsa la pena: Grimrock è un ottimo esempio di gioco indie ben fatto, ricco di idee e spunti senza la necessità di mezzi economici sorprendenti. Non è la grafica che cattura, ma l’esperienza di gioco.

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17 nov 12

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musica

Muse @ Unipol Arena, Bologna – 16/11/2012

Ho conosciuto i Muse per la prima volta più di dieci anni fa, nell’estate del 2000 con il singolo Unintended.

Li ho visti poi al Velvet di Rimini nel 2001, nel loro primo tour europeo.

Da quel momento in poi per loro è stato un crescendo di popolarità e successi, con tour sempre più pubblicizzati ed una serie di album che ho ascoltato più e più volte. Per curiosità sono andato a ripescare le mie statistiche su last.fm, e mi sono reso conto che i Muse sono il terzo gruppo più ascoltato della mia libreria musicale, dietro solo a Depeche Mode e Radiohead.

Il concerto di ieri sera a Bologna è stato senza ombra di dubbio uno dei migliori della loro carriera in Italia. Due ore di musica, una scenografia spettacolare con una piramide luminosa che dominava il palco, ma soprattutto una performance perfetta. Suoni puliti, la voce di Matt come sempre impressionante, ed una serie di canzoni in scaletta che ti fanno capire a che livello siano arrivati in questi ultimi anni di carriera: difficile trovare molte altre band così.

Certo, alcuni dettagli del loro concerto erano veramente tamarri: Chris col basso illuminato, il pianoforte trasparente di Matt che si illuminava seguendo le note suonate, la pausa di suspense prima dell’attacco di chitarra di New Born per caricare il pubblico… ma anche questo è parte dello spettacolo.

Ma passiamo alla tracklist.

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Muse M105-IP dockstation per iPhone/iPod

Un particolare fondamentale delle mie giornate lavorative è la sveglia: fino a qualche tempo fa mi accontentavo del classico suono di allarme, ma dopo avere iniziato ad utilizzare la giusta canzone mi sono accorto di quanto questo potesse contribuire al mio buonumore mattutino.

La situazione si è evoluta quando ho avuto l’occasione di utilizzare un iPhone/iPod docking station: in particolare la radiosveglia Muse M105 IP, dall’aspetto interessante e con diverse funzionalità utili in abbinamento con un iPhone / iPod.

È possibile utilizzare la docking station con tre differenti tipi di sorgente audio:

  • Radio
  • iPhone/iPod
  • Aux, per collegare uno stereo o un lettore cd esterno

La radio può memorizzare fino a 20 stazioni, e la sintonia è buona. La funzionalità principale, quella di sveglia, fa il suo dovere egregiamente.

Prima di tutto è possibile impostare due differenti sveglie, funzione che utilizzo per avere la sveglia di tutte le mattine lavorative ed una secondaria per quando ho bisogno di 10 minuti di sonno in più. Una volta impostata l’ora, è sufficiente selezionare la sorgente (una delle tre elencate sopra). Se vi svegliate sempre alla stessa ora e volete usare la stessa sorgente audio ogni volta, non dovrete toccare niente dopo la prima impostazione.

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24 set 12

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musica

Radiohead a Firenze – Parco delle Cascine, 23 Settembre 2012

Gran concerto quello di ieri sera a Firenze: i Radiohead per l’ennesima volta si sono dimostrati in gran forma anche dal vivo.

Avevo letto la scaletta della data di Roma e mentre suonavano mi sono reso conto che sarebbe stata leggermente diversa: la maggior parte delle canzoni più recenti le hanno mantenute, mentre quelle più vecchie a quanto pare cambiano a seconda del concerto. A Firenze è stata la volta di Karma Police (meravigliosa, come sempre), Airbag e Planet Telex.

La cosa fantastica è che tutti i pezzi nuovi almeno dal vivo si sono dimostrati veramente belli. Ho apprezzato particolarmente The daily mail, un brano che parte con un pianoforte bello tranquillo per poi esplodere dopo un paio di minuti:

La tracklist del concerto

Ecco le canzoni della data di Firenze, direttamente da setlist.fm

  • Bloom
  • There There
  • 15 Step
  • Weird Fishes/Arpeggi
  • Kid A
  • Staircase
  • Morning Mr. Magpie
  • The Gloaming
  • Separator
  • You and Whose Army?
  • Nude
  • Identikit
  • Lotus Flower
  • Karma Police
  • Feral
  • Idioteque

Encore:

  • Airbag
  • How to Disappear Completely
  • The Daily Mail
  • Bodysnatchers
  • Planet Telex

Encore 2:

  • Give Up the Ghost
  • Reckoner
  • Everything In Its Right Place

Bora Bora, Polinesia francese

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Siamo arrivati a Bora Bora direttamente da Huahine, la prima isola che abbiamo visitato in Polinesia. Lo spostamento non può essere definito viaggio: l’aeroporto di Huahine non aveva metal detector, c’erano solo un paio di banchi per il check in e un solo gate. Le valigie venivano prese da dipendenti a torso nudo e in ciabatte, ed i voli sono paragonabili a bus cittadini: spesso fanno più fermate sulle varie isole. Noi siamo scesi a Bora Bora e c’era gente diretta a Papeete che rimaneva a bordo.

All’arrivo l’isola si è presentata in tutta la sua bellezza: molto più grande di Huahine, con il monte Otemanu (727 metri) che domina l’atollo, ed un’acqua incredibilmente azzurra intorno a noi. Siamo riusciti a vederla così bene perché l’aeroporto di Bora Bora si trova su un motu: una lingua di sabbia separata dal corpo centrale dell’isola. Il trasferimento agli hotel infatti non avviene via terra, ma via mare: noi eravamo al Sofitel, ed in circa 25 minuti siamo arrivati a destinazione.

L’accoglienza è stata degna dello spettacolo visto fino a quel momento: collane di fiori e saluti, con un uomo che soffiando dentro una grossa conchiglia annunciava l’attracco della barca. Nei giorni seguenti abbiamo imparato a riconoscere quel suono, che segnalava ogni nave in arrivo con nuovi turisti, o più tristemente la partenza di qualcuno.

Il Resort è davvero un sogno: non saprei da dove iniziare a descriverne le meraviglie. Bungalow accoglienti e spaziosi, sia sul giardino che affacciati sulla spiaggia, oltre agli immancabili over water. Ristorante a bordo piscina e bar munito di biliardo a disposizione degli ospiti dell’hotel. La piscina? Non enorme, ma direttamente affacciata sul mare, con l’effetto “infinity” dell’acqua che scivola oltre il bordo.

Tutto questo fa parte del Sofitel Marara Beach, dove alloggiavamo. Per chi cerca atmosfere ancor più da sogno c’è la Private island: un’isola a poca distanza dall’hotel principale con diversi bungalow dove poter alloggiare, e tavoli dove poter cenare direttamente sulla spiaggia.

Passando alle attività possibili, noi abbiamo trascorso il primo giorno sulla spiaggia dell’hotel facendo snorkeling, ma la varietà di coralli e di pesci vicino alla riva non era all’altezza di quelli visti a Huahine. Nei giorni seguenti ci siamo resi ancora meglio conto di come Marara Beach non fosse il massimo.
Nel pomeriggio però siamo andati alla spiaggia pubblica, che si trova a una decina di minuti a piedi dal Resort, vedendo lungo la strada numerosi ristoranti e anche un piccolo supermercato.
La spiaggia, Matira Beach, è davvero bella ed è praticamente deserta durante la settimana: sabbia bianca e mare cristallino, che in quella parte di Bora Bora non arriva mai a grandi profondità, collegando la spiaggia alla barriera corallina. Con il sole che abbaglia è praticamente impossibile restare all’asciutto a lungo: noi abbiamo passato buona parte del tempo in mare, in compagnia di qualche turista ed alcuni abitanti del posto, visto che era domenica.

Il giorno seguente siamo andati a Vaitape, l’unico agglomerato di case a Bora Bora che potrebbe essere definito paese. In realtà si tratta di ben poche abitazioni e molti negozi destinati ai turisti: un supermercato, una banca, svariati negozi di souvenir e artigianato locale, ed almeno 7-8 negozi di perle.
Il paese non ha molto altro da offrire, quindi in un paio d’ore abbiamo visto tranquillamente tutto quello che ci interessava e siamo tornati dalle parti del Resort.

L’ultima escursione, il giorno prima della partenza, è stata forse la più bella: abbiamo fatto l’Eco Tour del Sofitel, con partenza alle 9 dal pontile dell’albergo e ritorno verso l’una. Mezza giornata in barca tra pesci di tutti i tipi, razze e squali, lungo la barriera corallina.
La prima fermata è stata ai Coral Gardens: una zona protetta dedicata alla ripopolazione dei coralli. La Polinesia infatti nel 2010 è stata colpita da un ciclone che ha distrutto buona parte dei coralli. In realtà qui ci hanno detto che già prima l’atollo aveva sofferto a causa di una forte bassa marea, che non faceva superare all’oceano la barriera corallina: in questo modo l’acqua all’interno è diminuita sempre più, e quella rimanente si è scaldata eccessivamente destinando i coralli ad una morte prematura. Ora stanno quindi ripopolando la zona, ma è un’attività che richiede tempo. Nella zona dei Coral Gardens abbiamo visto pesci di tutti i tipi, in un’acqua limpidissima profonda circa 3-4 metri. Abbiamo anche visto una murena, che la nostra guida ha attirato col cibo per mostrarcela.
La seconda tappa è stata in una zona di acqua bassa (nemmeno un metro) per vedere le razze. Erano molto più grandi di quelle viste in Australia, e ci siamo divertiti ad accarezzarle: il dorso è viscido mentre la coda è ruvida e quasi abrasiva; pensavamo fossero pericolose, ma ci è stato detto che hanno rimosso il pungiglione finale a praticamente tutte le razze incontrate. La cosa non è esattamente simpatica (almeno dal punto di vista delle razze), ma a quanto pare vincono le esigenze del turismo.
In mezzo alle razze abbiamo anche visto qualche piccolo squalo, che abbiamo poi potuto ammirare meglio nella terza tappa: siamo usciti all’esterno della barriera corallina per dare da mangiare agli squali e nuotarci in mezzo, incredibile ma vero!
Da queste parti ci sono due tipi di squali: i reef shark, più piccoli (1-2 metri) che nuotano quasi a pelo d’acqua, ed i lemon shark, che stanno oltre i 3-4 metri di profondità e sono molto più grandi. Visto che non eravamo soli ci siamo fidati e siamo scesi in acqua: l’idea non era esattamente rassicurante, ma nuotarci in mezzo è stato un’esperienza unica. Peccato fosse rimasta solo l’ultima foto della macchina fotografica subacquea, spero almeno quella sia venuta bene, con un lemon shark che nuotava 3-4 metri sotto di me accompagnato da vari pesci più piccoli che gli stavano attaccati alle pinne.

Tornati all’hotel nel pomeriggio dopo una quarta fermata in un’isoletta per fare qualche foto, abbiamo chiuso il nostro ultimo giorno a Bora Bora con uno spettacolo polinesiano a cena. Canti locali accompagnati dall’ukulele, e vari regali ricevuti, come corone di fiori e borse ricavate intrecciando foglie di palma.

Questa è stata la fine della nostra vacanza a Bora Bora e anche del nostro viaggio. Ora, o meglio domani, ci aspetta un lungo percorso di ritorno che ci porterà da Bora Bora a Papeete, e poi da lì a Los Angeles, verso Londra e infine a Roma. A quel punto se avremo la forza di prendere l’ultimo treno torneremo a Firenze, dopo circa due giorni di viaggio.

I post dedicati a questo viaggio comunque non finiscono qui. Ho intenzione di rivedere tutto quello che ho scritto una volta tornato a casa, anche aggiungendo le foto. Aspettatevi anche un post riassuntivo, con una raccolta di consigli pronti all’uso se vorrete visitare le stesse nostre mete.

A presto!

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