Il blog personale di Tommaso Baldovino, Web Designer a Firenze.

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11 ott 14

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games

Gunpoint

gunpoint logo

Ho comprato Gunpoint con uno degli ultimi Humble Bundle. Lo tenevo d’occhio da qualche tempo viste le recensioni positive, e appena ho avuto l’occasione l’ho preso insieme ad altri titoli decisamente interessanti (Luftrausers, Gone Home, The Bridge, Monaco e Papers, Please tra gli altri).

Di che gioco si tratta?
Iniziamo dalle basi: anche qui torna alla grande la pixel art. Ormai non fa più notizia, ma in questo caso la cura dei dettagli è al limite del maniacale. Ok, non ai livelli di Fez, ma gli scenari sono molto ben disegnati.

Vestirete i panni di un investigatore privato, incaricato di risolvere una serie di missioni per conto di più o meno misteriosi clienti.
Ogni missione è ambientata in uno schema chiuso, con visuale laterale, dove lo scopo solitamente è accedere a computer o documenti, evitando di allertare le guardie (non sempre, ma insomma avete capito le basi).

La parte migliore del gioco è rappresentata dai potenziamenti che riuscirete ad acquistare con i vostri progressi:

  • la possibilità di saltare per 2-3 piani
  • la possibilità di atterrare senza fare rumore
  • la possibilità di distruggere vetrate senza fare rumore (sì, ok, abbastanza inverosimile)
  • uno strumento per spostare i collegamenti elettrici da interruttori, porte, allarmi e sensori di movimento (la parte migliore del gioco)
  • l’immancabile pistola
  • la possibilità di sfondare le porte travolgendo i nemici

Gunpoint non è comunque un gioco di azione, anzi. Viene definito uno stealth puzzle game, perché vi troverete molto spesso a risolvere le missioni pensando a come spostare i collegamenti elettrici delle stanze. Se seguirete i miei passi vi troverete a sorridere al primo ascensore che arrivando al piano attiva un corto circuito nella presa elettrica accanto ad una guardia, fulminandola sul posto.

Aggiungete a questo una buona dose di umorismo nei dialoghi tra le varie missioni, una gestione degli achievement praticamente perfetta, ed avrete un gioco decisamente ben fatto.

Se volete approfittare di una bella occasione, per questo weekend sull’Humble Store è possibile acquistare Gunpoint e gli altri giochi citati all’inizio con la riproposizione dell’Humble Bundle 12: https://www.humblebundle.com/store

Buon divertimento.

09 ott 14

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games

To The Moon

To the moon

To the moon è un gioco di qualche anno fa, nominato Best Indie RPG nel 2011. Si tratta di una visual novel, dove la storia ha la parte principale ed il gioco passa in secondo piano. Escludendo gli spostamenti dei personaggi principali e qualche puzzle game ripetitivo che ogni tanto dovrete risolvere, non ci sono dei veri ostacoli alla narrazione.

Il vero obiettivo dell’autore è quello di raccontare una storia in maniera più interattiva rispetto ad un film: più o meno la stessa cosa che avevo avuto modo di sperimentare giocando a Gone Home.

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08 set 14

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games

Sleeping Dogs

sleeping-dogs-cover

È dannatamente complicato sopravvivere se da una parte ci sono le triadi di Hong Kong che non si fidano di te, e dall’altra la polizia locale che ti vuole usare come infiltrato per dare un duro colpo al crimine in città.

Questo in poche parole lo scenario di Sleeping Dogs, un gioco del 2012 che ho giocato senza spendere una lira su Xbox 360 grazie all’abbonamento Gold. Il genere è quello di Grand Theft Auto, un open-world dove ci sono delle missioni principali che guidano la narrazione, ed una nutrita serie di eventi secondari che possono essere portati avanti a piacimento.

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26 ago 14

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libri

Player One

player-one-copertinaPlayer One è stata senza ombra di dubbio la lettura migliore della mia estate.

È il primo romanzo di Ernest Cline, ed è un libro assolutamente consigliato se avete un qualsiasi tipo di nostalgia per gli anni ’80.

Videogames, film, telefilm, libri, cantanti e gruppi musicali: tutto ciò che fa parte della cultura pop degli anni ’80 viene citato in questo libro, e leggendolo prima o poi vi troverete davanti a qualche ricordo ormai rimosso da tempo.

Il mondo è un brutto posto. Wade ha diciotto anni e trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa amicizia, ci si innamora, si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale, oppresso da guerre e carestie.

Ma un giorno James Halliday, geniale creatore di OASIS, muore senza eredi. L’unico modo per salvare OASIS da una spietata multinazionale è metterlo in palio tra i suoi abitanti: a ereditarlo sarà il vincitore della più incredibile gara mai immaginata.

Wade risolve quasi per caso il primo enigma, diventando di colpo, insieme ad alcuni amici, l’unica speranza dell’umanità.

Sarà solo la prima di tante prove: recitare a memoria le battute di Wargames, penetrare nella Tyrell Corporation di Blade Runner, giocare la partita perfetta a Pac-Man, sfidare giganteschi robot giapponesi e così via, in una rassegna di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario pop degli anni ’80, a cui OASIS è ispirato.

Qualcuno ha detto Second Life?

Avevo sentito parlare almeno un paio di volte di Player One durante lo scorso anno, e colpevolmente avevo sempre ignorato le segnalazioni. Per fortuna ho deciso di rimediare divorando il romanzo in 2-3 giorni: una storia appassionante, scritta apposta per chi considera i videogiochi parte integrante della propria vita, che mi ha fatto tornare indietro di decenni.

Se i temi trattati vi incurioriscono e vi ricordano qualcosa, non lasciatevelo scappare: mi ringrazierete.

23 lug 14

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musica

Arctic Monkeys @ Pistoia Blues 2014

Quello degli Arctic Monkeys al Pistoia Blues è stato un gran bel concerto. Li seguo dal primo album ed è stato un piacere scoprire il livello a cui sono arrivati.

Alex Turner ha una voce più che riconoscibile, e mi sono stupito di come il concerto fosse fedele alle versioni registrate in studio. Strumenti ben distinguibili e voci chiare, per uno spettacolo che ha meritato senza ombra di dubbio.

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Corso su Online Games e Storytelling

Coursera organizza un corso (come sempre gratis) all’apparenza interessante, incentrato sulla relazione tra giochi online e letteratura. Il titolo ufficiale è Online Games: Literature, New Media and Narrative.

Focused on Tolkien and The Lord of the Rings Online, this course explores what happens to stories and films when they are turned into online games.

Non so quanto tempo avrò per seguirlo, ma l’argomento mi incuriosisce non poco, anche perchè si parla di MMO. In passato ho superato con successo il corso di Gamification di Kevin Werbach, ed è stata un’esperienza molto interessante.

Seguire tutte le lezioni e fare i compiti a casa non è una passeggiata: se decidete di prendervi l’impegno dovrete dedicarci diverse ore a settimana. Visto che l’iscrizione è comunque gratuita e non ci sono problemi se dopo le prime lezioni decidete di abbandonare, ne vale comunque la pena.

11 giu 14

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games

Dust: An Elysian Tail

dust_logo

Ho giocato a Dust: An Elysian Tail qualche settimana fa, su Xbox 360.

È un titolo sviluppato incredibilmente da una sola persona: Dean Dodrill. Pubblicato da Microsoft e distribuito su Xbox Live Arcade, nel giro di poco tempo è arrivato anche su Steam per PC e successivamente Linux e OS X. Io l’ho ottenuto gratis grazie alle offerte mensili dei Games with Gold.

Dust è un classico action RPG in due dimensioni, con una serie di elementi che non lo rendono mai noioso e accompagnano il giocatore in un’avventura che può durare qualcosa più di 10 ore. Questo a patto di selezionare fin da subito un livello di difficoltà elevato: uno dei pochi difetti che ho trovato è infatti un livello di sfida praticamente inesistente se giocato a livello normale.

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20 mag 14

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sport

Partita del cuore 2014

Ieri sera sono tornato allo stadio dopo tanti anni: era una serata da non perdere, visto che in occasione della Partita del cuore 2014 sono scesi di nuovo in campo una serie di campioni viola.

Stadio pieno, più di 40000 persone presenti per una festa difficile da ripetere, ed emozioni infinite nel vedere di nuovo Batistuta segnare. Immaginate il delirio dello stadio, con i cori per Batigol a ripetizione!

Se poi consideriamo che oltre a Batistuta c’erano contemporaneamente in campo Antognoni (che lanci!), Toldo, Borja Valero, Montella, Pasqual e Baggio a cui è stato lasciato l’onore di segnare l’ultimo rigore della partita… la festa è stata unica.

Bello esserci stato, un’occasione che difficilmente si ripeterà.