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Tokyo #2: Meiji-jingu, Shibuya e Ginza

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Siamo arrivati al penultimo giorno della nostra vacanza in Giappone con ancora diverse cose da vedere, pur avendo già fatto una discreta selezione.

Abbiamo così lasciato l’albergo di prima mattina per arrivare al tempio Meiji- jingu che ancora non avevamo visitato. La fermata più vicina della metro è Meiji-jingumae, che è accanto alla Harajuku della linea JR, davanti all’entrata del tempio. Il tempio si trova in un parco, e per accedere c’è una breve camminata in mezzo ad un enorme viale alberato.
Superato il Torii di legno più grande del Giappone si arriva al tempio vero e proprio, costituito da vari edifici.

Come nel caso del Sensoji di Asakusa, dopo aver visitato Kyoto, Miyajima, Nara e Nikko questo tempio mi ha lasciato abbastanza indifferente. Certo, è caratteristico ed è bello trovarsi in mezzo ai bambini vestiti col kimono per la loro prima esperienza religiosa, ma non c’è molto di spettacolare. Fantastico comunque che all’interno di una città caotica come Tokyo esistano delle isole felici immerse nel verde dove non arrivano nemmeno i rumori del traffico.

Curiosità: da notare una serie di botti di vino di Borgogna donate al tempio, che facevano bella mostra di sè insieme alle altre donazioni (di solito riso e sakè).

Usciti dal tempio siamo scesi poi lungo Takeshita-dori, una strada indicata come luogo frequentato soprattutto da giovani. Effettivamente i negozi e le bancarelle avevano tutto un altro taglio rispetto ai grandi negozi visti altrove: molto più occidentali, con fast food che proponevano incredibilmente kebab e crêpes (non insieme, almeno spero) e vari individui dall’aspetto quantomeno curioso. Su tutte una tizia che ci ha attraversato la strada con capelli lunghi rosa, un vestito azzurro, ed un paio di calze colorate, una azzurra ed una rosa.

Da lì abbiamo continuato a piedi lungo Omotesando, un viale alberato ricco di negozi di lusso con palazzi e architetture molto particolari, per arrivare poi in un paio di fermate di metro a Shibuya. In realtà il quartiere è abbastanza vicino ma noi iniziavamo ad accusare i troppi giorni passati a camminare.

Shibuya è un enorme quartiere pieno di negozi, insegne colorate lampeggianti, ma anche uffici e grattacieli. Camminando per le strade ho avuto la stessa sensazione provata all’arrivo a Shinjuku: pensare di conoscere una zona in dettaglio è un’impresa, soprattutto se si hanno pochi giorni a disposizione. Sono molto diffusi i negozi e locali ad ogni piano dei palazzi: quello che si vede dalla strada è solo un assaggio, per conoscere i dettagli ogni palazzo ha la sua cartina con le indicazioni. Molto spesso i supermercati ed i convenience store sono al piano -1, ma come potete immaginare c’è un intero mondo da scoprire, non visibile passeggiando per le strade.

Ultima tappa della giornata è stata Ginza, per camminare almeno una volta in quella che può essere definita la 5th avenue di Tokyo.
Negozi di lusso, palazzi enormi, e il solito fiume di gente che a tutte le ore si muove per la città.
Per gli interessati c’è anche un Apple Store, e se il cambio Euro-Yen è conveniente potrebbe interessarvi farci una visita.

Tornati in albergo abbiamo dichiarato chiusa l’ultima giornata in giro per la città, ma prima di andare a letto abbiamo seguito i consigli di Trip Advisor per cenare in un kaiten sushi a Shinjuku: Himawari Zushi.
Vai nel sesto locale su 1400 e ti aspetteresti qualcosa di spettacolare, ed invece è stata una cena nella media. Certo non male rispetto alle nostre abitudini, ma sono sicuro che ci siano posti migliori dove mangiare sushi a Tokyo.
Per la cronaca i piatti più comuni costano 150¥, fino a 500¥.

Si chiude così l’ultima giornata, con le valigie da fare e un’ultima mezza giornata a disposizione prima di ripartire per l’Italia.

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