Il blog personale di Tommaso Baldovino, Web Designer a Firenze.

Non ti bastano gli ultimi post? Vai all'archivio, oppure guarda le mie foto.

 


04 Feb 16

1 Commento

musica

Nicky William (Åslund) e la storia di un plagio

Qualche tempo fa ho scoperto una bella canzone tramite la playlist settimanale di Spotify: What if, cantata da un tale Nicky William.

Incuriosito dalla voce del cantante (giovane!) mi sono messo a cercare informazioni, ed ho scoperto una storia interessante che mi sembra giusto raccontare, anche perché si trovano veramente poche tracce in rete a riguardo.

Ma andiamo per gradi.

Ascoltata la canzone su Spotify ho iniziato a cercare su YouTube, e sono arrivato al video qui sopra. Da lì, sono atterrato su un secondo video dove lo stesso Nicky canta un’altra canzone intitolata Wake up, dove la sua voce profonda colpisce ancora di più:

Strano che non sia sotto il profilo ufficiale, ma caricata da un altro utente. Poi inizio a capire:

  • Nella descrizione si parla di un certo Michael Stec e di un plagio
  • I capelli viola che nel video di What if vengono lavati, in maniera catartica
  • La mancanza di qualsiasi riferimento ufficiale tra questa canzone (Wake up) e Nicky William

Ma soprattutto… questo link reddit, da cui è partito tutto: un utente si è accorto dell’esistenza di una canzone con lo stesso identico testo, e così il puzzle si ricompone. Il nostro amico Nicky infatti ha preso una canzone dal canale YouTube di un ragazzo americano e ha cercato di farla passare per sua finché l’autore originale non se n’è accorto.

L’autore originale è proprio Michael Stec, e questa è la sua versione:

Sorvolando sulla qualità del video è inutile negare come la versione di Nicky William (che poi ho scoperto chiamarsi originariamente Åslund) sia su un altro livello. Peccato che abbia fatto una vera e propria cazzata, cercando di appropriarsi di un pezzo non suo. Sarebbe bastato dichiararla una cover, e le cose sarebbero andate molto diversamente.

È probabilmente anche per questo motivo che non ci sono tracce dell’attività di Nicky prima del plagio: tutti i suoi profili sono stati rimossi e ricreati da zero, in una sorta di seconda vita digitale che ha avuto inizio con il singolo What if, da dove era partita la mia ricerca.

In bocca al lupo al ragazzo che nonostante i 20 anni ha dimostrato di avere una voce davvero invidiabile, ma gli errori di questo tipo si pagano a caro prezzo.

Autore:

Un commento a “Nicky William (Åslund) e la storia di un plagio”

  1. Onestamente questa storia secondo cui la versione Nicky William sarebbe “migliore” e che ciò giustificherebbe un interesse nei confronti dell’artista è sempre più inappropriata. La versione del cantante europeo Åslund è stata pubblicata dalla Time che è una grandissima casa discografica, quindi aveva budget per fare registrazioni e videoclip. Michael invece ha fatto ciò che ha potuto filmandosi con un cellulare. Direi che oggettivamente i due prodotti non sono paragonabili non tanto per una differenza nel talento ma quanto nello spropositato gap economico. Anzi se proprio vogliamo parlare di talento è fuori di dubbio che l’autore del brano abbia dimostrato più talento e creatività di un altro ragazzo che era così a corto di idee che per pubblicare il suo singolo di debutto è dovuto andare in cerca di un brano da rubare. Oltretutto Nicky William è rimasto con la Time, gli hanno pompato forzatamente le visualizzazioni, gli stream e i download (cose normali per le grandi label) ma non è riuscito a sfondare. Il motivo principale è molto chiaro. Così come il ragazzo è stato “finto” con l’aversi attribuito quel brano, è finta anche questa sua voce profonda e affascinante. Non è George Ezra, che di sua natura ha una voce bassa e piena. Nicky ha la voce bassa tipica di che è raffreddato per 10 mesi all’anno, non si cura e fuma tre pacchetti al giorno. Si sforza di cantare basso per crearsi una particolarità ma non riesce a sviluppare armonici. Specialmente sul brano “fake love” era praticamente afono. In alcuni punti da quasi la percezione che non ci sia intonazione proprio perchè non riesce a sviluppare armoniche naturali (ariose) che compensino il suono pieno che sale dal diaframma. Il pubblico di questo tipo di musica (acustica e intima) difficilmente lo conquisti con questi mezzucci, e i suoi enormi limiti canori l’hanno portato a questo. L’autore originale Michael Stec (che ha pubblicato un album e che consiglio di seguire) canta molto, ma molto, meglio. Con buona pace di quelle poche decine di ragazzine innamorate del ciuffo viola.

Scrivi un commento