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07 Apr 15

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Tomb Raider (2013), il ritorno di Lara Croft

Tomb Raider logo

Approfittando dei soliti Games with Gold su Xbox, durante l’ultimo mese di Marzo ho avuto l’occasione di scaricare, giocare e finire Tomb Raider (su 360).

Ne avevo sentito parlare bene e proprio per questo ne ho approfittato subito, senza metterlo da parte in attesa di completare la lunga lista di titoli ancora da giocare. Piccola parentesi: il mondo dei videogiochi sta attraversando un periodo incredibile, con titoli praticamente nuovi regalati dopo pochi mesi: ormai credo di avere un backlog di 10-15 giochi su Xbox 360, per non parlare degli oltre 100 titoli su Steam che non ho ancora nemmeno installato.

Ma torniamo al gioco del titolo. Tomb Raider.

Cosa aspettarsi? Un’avventura con molta azione, un briciolo di logica (pochi enigmi disseminati qua e là) ed una Lara Croft ben caratterizzata, a metà tra Indiana Jones e il tempio maledetto e Rambo.

Se l’ambientazione vi attira e vi piacciono i giochi in stile Uncharted, sicuramente il titolo fa per voi. Può darsi invece che rimaniate delusi se per voi la parte più importante sono gli enigmi: non se ne parla, ed i pochi degni di nota sono opzionali (le tombe che troverete lungo il tragitto dove recuperare tesori nascosti).

Cosa mi è piaciuto

Come già accennato, l’ambientazione è particolarmente azzeccata, ed ho trovato molto interessante la caratterizzazione del personaggio di Lara. Un’eroina che cresce durante l’avventura, iniziando spaventata e fragile, per poi trasformarsi in una macchina da guerra (anche troppo…)

Divertente il gioco, ottime le animazioni e l’interazione con l’ambiente circostante. Non è possibile interagire con ogni oggetto ed arrampicarsi su qualsiasi cosa, ma quasi.  Alcune località dell’isola che vi troverete ad esplorare sono davvero suggestive, sia quelle sotterranee che quelle all’aria aperta.

Spettacolari le scene più concitate, in genere quelle dove vi troverete a fuggire da minacce varie. Paracaduti, voli incredibili, salti nel vuoto e arrampicate assurde vi accompagneranno per tutta l’avventura.

Cosa non mi è piaciuto

I dialoghi. Proprio non ci siamo. Gli scambi con gli altri personaggi sono degni di una telenovela anni ’80, con una trama che fin dall’inizio non lascia molte sorprese. Peccato, perchè il personaggio di Lara Croft è ben rappresentato (vedi sopra).

Gli obiettivi e gli oggetti collezionabili sono decisamente troppo frequenti, facili da trovare e non aggiungono niente di particolare. Sono stati aggiunti in maniera fin troppo palese per allungare il brodo: l’avventura richiede circa 8-10h, ma volendo raccogliere tutti i documenti e gli oggetti sparsi per il mondo, guadagnando esperienza e potenziando di conseguenza abilità e armi, il tempo necessario quasi raddoppia.

Ultimo elemento: la sensazione di fare da spettatore ad un film in molte scene, forse troppe. Almeno in un paio d’occasioni mi sono trovato a muovere il pad sperando di avere il controllo della situazione, per poi scoprire che stavo guardando una cutscene. Un po’ come quando il master durante una partita del vostro gioco di ruolo preferito prende il controllo del personaggio che state giocando. Male.

Conclusione

Una bella avventura, non perfetta, ma coinvolgente e divertente quanto basta per poter inserire questo Tomb Raider tra i titoli che ho giocato più volentieri negli ultimi mesi. Se non l’avete ancora provato, lo trovate più o meno su tutte le piattaforme.

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