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23 Feb 09

4 Commenti

cronaca

L’informatica non è un insegnamento prioritario

Riporto dal sito del ministero della Pubblica Istruzione:

Ho letto che per le classi dalla seconda in poi non cambierà nulla, a scuola invece mi dicono che mio figlio il prossimo anno non avrà le stesse maestre e soprattutto non ci sarà più la possibilità di fare il laboratorio di informatica (è una classe numerosa) a causa dell’abolizione delle compresenze. Chi ha ragione?
Le classi successive alla prima nel prossimo anno scolastico avranno confermato l’orario di funzionamento di quest’anno (27 o 30 ore settimanali più eventualmente la mensa).
La riduzione delle ore di compresenza comporterà qualche riassetto organizzativo, ma in linea di massima le insegnanti della classe potranno essere confermate.
La scuola, nella sua autonomia didattica e organizzativa, potrà organizzare le attività e gli insegnamenti facendo in modo di assicurare la massima funzionalità dei servizi. Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario.

Grazie a Tambu per aver condiviso la notizia.

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4 commenti a “L’informatica non è un insegnamento prioritario”

  1. Perchè? Per te è prioritario insegnare l’informatica ai bambini dai 5 ai 10 anni? Per quella fascia di età credo che le priorità debbano essere ben altre.

  2. L’informatica deve essere tra le priorità, se non vogliamo continuare ad avere la cultura da terzo mondo che stiamo così abilmente coltivando.

    Se poi vogliamo parlare del fatto che non ci siano professori che conoscano la materia, è un altro discorso.

  3. Scusa, ma perchè estrapoli una parte del discorso? Ciò che stai dicendo è diverso da ciò che afferma il ministro (e che ho indicato anche io): non ha scritto che l’informatica non è tra le priorità in modo assoluto, ma che non lo è soprattutto nella scuola primaria, cosa su cui concordo.
    Penso che prima i bambini debbano imparare a leggere e scrivere in italiano e a fare i conti, e che poi sicuramente debbano imparare a usare i computer.
    Stiamo allevando delle generazioni di ragazzini che smanettano con i computer, ma che non riescono a dire una frase in italiano corretto o a fare 7×8 senza la calcolatrice.

  4. L’errore è proprio qui, l’informatica deve essere un insegnamento prioritario così come lo sono l’italiano e la matematica, fin dalla scuola primaria. Continuare a ritenerla una materia secondaria rispetto alle altre ci porterà poco lontano.

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